And happy new year!

Ho aperto facebook dieci minuti e ho letto ancora di gente che sta facendo tombolate a rotta di collo e gioca a carte come se non ci fosse un domani. Ma sto Natale di merda, quando finisce?!

Io personalmente sono secoli che non gioco a nulla, che poi, pur volendo, quest’anno ho battuto il record mondiale di invisibilità: sono scesa a casa giusto il tempo di mangiare buona parte del cibo che avrebbe potuto salvare decine di villaggi in Zimbabwe.

A parte il mio astio ormai assodato per la festa con le lucine, volevo dire una cosa seria. Da un anno a questa parte, anch’io ho una tradizione da rispettare: svegliami la mattina del 2 gennaio con la febbre a 38.7 e la voglia di morire.

Ma tranquilli, io sopravvivo alle imprecazioni di chiunque, anche alle mie.
Se mi cercate sono quella che al posto delle tonsille ha due palle da bowling.

Fate i bravi questo 2013 e cercate di credere in qualcosa di positivo.
Per volare, basta un pensiero felice. Chiedete a Peter Pan!

Welcome 2012!

Nel periodo delle feste natalizie, la signora di sotto ha chiamato il mio simpatico Badrone di casa, imprecandogli contro perchè aveva una macchia di umidità sul soffitto.
Il simpatico e allarmato Badrone, ha chiamato un simpatico idraulico che ha tolto le mattonelle del pavimento in bagno, ha controllato i tubi, non ha trovato perdite e ha imprecato contro il Badrone, la signora di sotto e quello sporco lavoro che qualcuno doveva pur fare.
L’altro giorno io sono tornata a casa di corsa perchè dovevo fare pipì, sono entrata in bagno e mentre chiudevo la porta ho spezzato la maniglia. Sono rimasta chiusa dentro venti minuti ad imprecare contro il Badrone, la vita, la casa e il mondo.
Qualche giorno fa, stavo uscendo dal bagno di corsa, ho mollato lo specchio sulla lavatrice. La lavatrice centrifugando ha lanciato lo specchio sul pavimento del bagno (senza mattonelle). La mia coinquilina rientrando ha iniziato ad imprecare contro di me, contro il Badrone che ancora non viene a sistemare il bagno e lo specchio. Rotto.
Oggi ho attraversato la strada senza controllare se arrivassero macchine a 300 all’ora. Fortunatamente non ne arrivavano.
In compenso, arrivava un autobus carico di gente, che ha frenato all’improvviso per scanzarmi. Penso che tutti mi stiano ancora imprecando contro.

A questo punto sperate con me che il meglio debba ancora venire, perchè se è la prima impressione quella che conta, il 2012 già mi sta sul cazzo!

A Natale posso. O almeno così dicono.

Caro Babbo Natale della minkia,

dato che oggi ce l’ho con il mondo, senza un apparente valido motivo, ho deciso di sfogarmi su di te, non si sa mai, mi dovessi sentire meglio e tu dovessi rivelarti utile al mondo!
Allora, ricominciamo.

Caro Babbo Natale della minkia,

innanzitutto benvenuto nell’angolo delle umili richieste di MikelAlice. Ora, noi due dobbiamo parlare di quello che ti ho detto l’anno scorso. Dato che sei palesemente un cretino con problemi di memoria, era questa la mia letterina.
Premesso che sei arrivato con il tuo regalo con quasi un anno di ritardo, quindi sorvoliamo sul fatto che in pratica, me lo sarei potuto partorire da sola un uomo normale. Ti ringrazio per non avermi abbandonata a me stessa e alla mia capacità innata di attirare gente del cazzo.

A questo punto passiamo alle cose serie. Dato che i miei capelli sono indecenti e tu te ne freghi, la mia attuale convivenza è perfetta e per gli esami mi sto sbattendo io, a te non resta che cercare di rendermi normale. Potresti iniziare con queste piccole richieste:

  • un contenitore per la mia curiosità del cazzo che fa più danni che altro;
  • togliermi la facoltà di parola, o in alternativa regalarmi un cervello funzionante (lo so che ci stavi pensando da un pò, ma purtroppo per te, non è contemplata l’opzione smettere di scrivere);
  • sviluppare le mie capacità comunicative, che a quanto pare, in determinati ambiti, lasciano a desiderare;
  • allestire in un angolo a caso della mia stanza, un dispenser di pazienza a cui chiunque, donne, uomini, animali o insetti potranno attingere senza sosta, (con una corsia preferenziale per il Controllore e per le vecchie razziste).

Sappi che per una questione di fiducia smisurata nelle tue capacità, ho quasi smesso di insultare gli alberi di Natale. Infondo, il Natale ha così tanta roba da insultare che non vorrei trovarmi coinvolta nel paradosso della troppa scelta.

Quest’anno sarebbe gradito un intervento più tempestivo. Insomma, non vorrei mai stressarti, lavoratore instancabile che non sei altro, però se muovessi il tuo grasso culo bianco prima di ottobre prossimo, ne sarei contenta. Anche perchè, se continuo di stò passo mi tocca rinviarti la lettera dell’anno scorso, e stiamo sempre allo stesso triste punto!

Vabbè, vado a cercare qualcun altro da insultare. Buone feste a te, renne e folletti vari.

Ps So per certo che il punto 2 attirerà la tua attenzione in modo particolare, ma prima di fare danni, sappi che mi riferisco solo a determinate discorsi collegati a determinati ragionamenti, che a quanto pare sono comprensibili solo a me.  Cerca di non peggiorare le cose. Cretino!

Se una soluzione c’è

In questo buio periodo per l’umanità, mentre i ghiacciai si sciolgono, il mondo è in piena crisi economica, il buco dell’ozono cresce, il Grande Fratello non è ancora stato abolito su questo pianeta io..sono afflitta da un grave problema: non ho idea di cosa regalare per Natale al Controllore.
Il Controllore ha tutto.
Quando dico tutto, intendo tutto.
Anche le cose inutili e un accumulo di cose inutilizzate.

In compenso, so perfettamente cosa gli ruberei.

L’unica soluzione agli atroci mali del nostro tempo, è abolire il Natale, le sue luci dai colori osceni e questa stupida usanza di fare regali.

Contemporaneamente

Informazione gratuita: mia cugina sa cucinare.
InZomma, qualcuno deve saperlo fare. Almeno qualcuno della famiglia. Almeno una su tre in questa casa. Quindi mia sorella la gnocchettosa lava e asciuga e la cugina sta ai fornelli. MaCheBBBBellaCoppietta!!
Io mi gusto questo spettacolo dal divano, con la pancia scoperta. Sto mangiando talmente tanto che ormai il maglione, non arriva più a coprirmi sotto l’ombelico. Sto diventando la versione femminile di quel panzone obeso di Santa Claus. Sono imbarazzante.

Contemporaneamente ad ingozzarmi, sto entrando nel tunnel della depressione pre-natalizia. Sono ufficialmente in agonia. Ho iniziato a pensare ai regali di Natale. Il che non ha senso dato che alla fine deciderò cosa comprare l’ultimo pomeriggio utile, quando le commesse saranno abbondantemente esaurite e mi tratteranno male perchè anche loro vogliono andare ad ingozzarsi di roba commestibile a caso. Dovrei uccidermi da sola, prima che lo faccia qualcun altro al posto mio.

Contemporaneamente (e scusate se è poco) sto scrivendo un manuale per affrontare me stessa nel 2012. Per ora sono alla regola numero 5. Ne stavo parlando con la gnock, ma mentre ne parlavo sputacchiando viveri in giro, mi sono accorta che non mi ricordo le regole che mi sto dando da sola. Mi sa che c’è qualcosa che non va in me. Dovrei farmi delle domande, e darmi delle risposte.
E iniziare a fare una cosa alla volta.

A Natale siamo tutti più buoni. Non si sa perchè.

“C’è un vecchio proverbio che dice che non puoi scegliere la tua famiglia. E’ il destino che decide per te. E anche se non ti piace, non la ami o non la capisci, tu ti arrangi. Poi c’è la scuola di pensiero che dice che la famiglia in cui si nasce è semplicemente un punto di partenza. La famiglia ti nutre, ti veste, si prende cura di te finchè non sei pronto ad andare in giro per il mondo a cercare qualcosa di tuo.”

Mi piace iniziare con una citazione, penso che ci sia sempre qualcun altro che sappia dire quello che io penso in un modo migliore. Più elegante. Più appropriato. Più.

Io faccio parte della seconda scuola. Sono andata in giro per il mondo a cercare qualcosa di mio. Qualcosa l’ho trovato. Qualcuno mi ha trovata. Ci sono delle persone fantastiche nella mia vita, e oggi, travolta da un attacco di nostalgia soffocante, le voglio ringraziare tutte. Sarò estremamente stucchevole e diabetica, è colpa delle quantità di cioccolato che sto inglobando. E’ colpa del Natale! Stilerò qui di seguito una classifica dei miei psicologi in ordine di quantità di pazienza spesa per sopportarmi, rullo di tamburi, please…

dalla Spagna con furore, la prima classificata, è…Michela Dos!! Tu, mia ex biondona da paura stai sopportando il meglio di me, e di questo non posso che esserti grata. Tu, che hai appoggiato il mio corso di inglese e mi assecondi quando mi pongo i quesiti esistenziali riguardo alla vita di Reggie, perchè non avesse riconosciuto sua madre per telefono, e perchè suo padre George non fosse interessato alla sua nuova casa!! Tu, che non ti sei lasciata confondere quando sotto il tuo portone ho cercato di convincerti che tu non abitassi li! Tu, che mi passi la mia dose giornaliera di passato di patate e carote. Tu, che mi capisci al volo, comprendi le mie crisi, i miei ritardi, il last minute in qualsiasi cosa, perchè, Michela non è un nome, ma un insulto!

Oh, mia dolce Valeria!! Ti do un meritatissimo secondo posto, ma sappi che come te nessuno mai!! Tu, che assecondi i miei deliri telefonici, tu che sei il mio distributore automatico di ansia pre-esame!! Sei stata la compagna di stanza migliore del mondo!

Madama Butterfly, I love you! Fantastica la mia Florinda che con due parole distrugge i castelli di carta che mi costruisco nel cervello! Senza di te non farei mai ritorno dal Paese delle Meraviglie!! Sei la terza classificata solo perchè sei una donna in carriera e non mi psicanalizzi più come prima, ma in quanto a coccole non ti batte nessuno, anche se…quando parli di romanticismo ti lasci prendere la mano e potresti farmi rimanere calva!!

A questo punto mi pare giusto ringraziare anche il mio traslocatore, gallo, tecnico audio-video, nonchè schiaffeggiatore ufficiale! Grazie Giusy, per la pazienza e il tempo che ti sei lasciato rubare. Non sarai il mio amico del cuore, ma ti sei più che meritato un posto nella mia diabetica classifica!!

Poi c’è Daniele, il sostenitore di tutte le mie iniziative e idee sconnesse. Sei sceso in classifica, solo perchè ci aggiorniamo troppo raramente, ma so che ci sei! Osservatore silenzioso!!

Ma quanta bella gente! Ma quanto sono contenta! Ma quanto vi voglio bbbbbene!! Ma quanta cioccolata sto mangiando?

Momento serietà. Ogni tanto è giusto concederselo

Caro Babbo Natale,

dato che qualcuno ha deciso che esisti, io ne approfitto. Sarò breve, e concisa. Per Natale, vorrei un uomo, dotato di cervello autonomo, sensibilità, carattere e di barba (l’uomo barbuto ci piace, ci piace). Per Natale e per tutto l’anno mi accontenterei di qualcuno tipo lui:

Nel caso in cui ne fossi a corto e i tuoi folletti non riescano a riprodursi abbastanza velocemente da farmi trovare il pacco sotto l’albero, potrei accontentarmi di:

  • un buono sconto, almeno per l’esame di economia aziendale,
  • una nuova eccitantissima convivenza,
  • delle extension da urlo per i capelli (già che ti trovi fammi pure rossa, che ci piace, ci piace),
  • togliere dalla testa della gente l’idea che io sia lesbica,
  • una caffettiera elettrica che mi prepari il caffè la mattina autonomamente, sostituendo (momentaneamente) l’uomo della mia vita (e dato che sei Santa Claus e mica uno qualunque, fammi progettare dai follettosi omini una caffettiera che mi auguri il buongiorno sorridendo).

Se poi avessi deciso di volermi conquistare, farmi perdere la testa per il Natale, potresti sempre trasformarti nel genio della lampada ed esaudire 3 di questi desideri. A libera scelta. Quando avrai fatto tutti i compiti, presentameli e, se sarò così clemente da darti un mio positivo giudizio, smetterò di insultare gli alberi di Natale, concentrando la mia avversione solo nei confronti delle oscene luci decorative sui balconi. Grazie per la collaborazione. E’ stato un piacere fare affari con te, a-risentirci.

MikelAlice

Io odio il Natale

IO ODIO IL NATALE. Nessuno può farmi cambiare idea.
Il Natale è una festa triste! Tutte quelle lucette accese in ogni angolo della casa, la canzone della pubblicità del panettone che riecheggia come l’inno nazionale ai tempi dei mondiali, tutti quegli alberi stracolmi di pallette colorate che stonano l’una con l’altra!
Io non sopporto quelle spedizioni di cortesia a casa della gente, dove forzatamente ti metti a sedere davanti a questo michia di albero psichedelico che ti flescia lucette a tutti i migliori ritmi dell’estate, davanti a un’enorme fetta di panettone stracolmo di canditi e uvetta passa, mentre strani soggetti, dopo quattro anni che vivo a Roma, hanno ancora il coraggio di chiedermi com’è vivere nella Capitale!
Ma non vi sembra un argomento superato? Se dobbiamo fingere interesse reciproco, almeno facciamolo con stile!

E poi i regali. Che palle i regali!! Passi giornate intere ad impazzire per trovare quello giusto, a piangere abbracciata al tuo portafogli vuoto, senza renderti conto che in ogni caso avrai comprato la cosa sbagliata.
Il modello sbagliato.
La taglia sbagliata.
Il colore sbagliato!

Poi però, ci sono loro. La mia fantastica famigliola. Meno male che scendo a casa, così almeno possiamo incrociarci sulla soglia della porta di ingresso un paio di volte al giorno, ed essere consapevoli che, c’è un volto familiare dietro la voce amica che sento al telefono il resto dell’anno!

Il Natale è triste, ma per quanto ci provi non riesco a scapparne! Il simpatico portiere ha allestito un simpatico abete, simpaticamente alto quanto me, nell’atrio del simpatico portone! Sono triste, devo traslocare. Al più presto.