Tieni il tempo

C’è una scritta su un muro del paese in cui vivo. La leggo tutte le mattine quando attraverso quella strada vicino il porto.

Tieni il tempo.

Tutte le mattine da qualche mese la leggo scuotendo la testa, perché io vorrei solo che il tempo scorresse come un fiume, portandosi via i detriti di ciò che è stato, e oggi non è più.

Tutte le mattine attraversando quella strada, con una playlist accesa su Spotify, io tengo il ritmo, e sorridendo mi auguro che lo tenga anche tu.

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Trasteverite

Ho quella borsa sull’attaccapanni vicino la porta.

È piena di scontrini delle birre che abbiamo bevuto insieme, le mascherine comprate mille volte e dimenticate, gli accendini che mi regalavi perché li perdevo sempre, mentre in realtà, erano tutti lì.

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Da grande voglio essere come me

Due anni fa ho scritto una bozza che non ho mai pubblicato.
Rileggendola oggi non posso che sorridere forte.

Se oggi dovessi raccontarvi chi sono stata, non saprei farlo.
Ma posso dirvi che sono quella che speravo di essere.

Sono Michela delli Santi, ho 27 anni e la mattina mentre preparo il caffè, sorrido.

Sono una di quelle che ha fatto la primina per capriccio e che, a 18 anni ha deciso di trasferirsi a Roma per inseguire il sogno di un amore che è sfumato lentamente.
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Cose che dimentico

Il mio modo di spostarti i capelli dal viso.
Il tuo di affondarci le mani dentro.

Il tuo modo di dare baci morbidi che non sapevi di avere.
Il mio, di girarmi dall’altra parte e lasciarti il vuoto davanti, prima di iniziare a ridere con te.

Il tuo modo di rifare il letto tutte le mattine. L’attenzione, la costanza.
Il mio, di lasciare sempre tutto in disordine.

Il mio modo di parlarti di cose serie, dall’alto di uno scalino, sennò non ci vediamo.
Il tuo di avvicinarti “sennò non mi sento”. Continua a leggere..

That’s all folks

Quella volta che uno dei ragazzi è rimasto chiuso dentro casa e mi ha chiamata per essere liberato. Quando il suo nome era diventato un modo per prenderci in giro tutte le volte che ci succedevano cose strane.
Ora che non ricordo più come si chiamasse.

Quella volta che gli australiani hanno cercato di aprire il cancello del Garden con le chiavi di casa loro e mi hanno chiamata perchè non riuscivano ad entrare.
E anche quella volta che una coppia allarmata mi ha detto che non c’era acqua calda nella doccia, ma avevano girato la manopola dal lato sbagliato. Continua a leggere..

Non abito l’abitudine

Che di case io ne abbia cambiate a palate, non è un segreto per nessuno.
Questa bella Capitale me la sono rivoltata come un calzino in lungo e in largo, trascinando i miei pensieri sugli autobus.
Quei ricordi ingombranti e pesanti che a Torpignattara mi hanno strappato la zip della valigia sparpagliandosi tra i piedi della gente.

Ogni volta ricominciare da zero. E mia madre che dice che  Continua a leggere..

3 Cose che porterò per sempre in giro. Il mio Portogallo.

Ho fatto un viaggio. Un viaggio vero, di quelli che ti attraversano dentro e ti segnano.
Di quelli che graffiano.
Di quelli che ti prendono per mano e ti accompagnano sulla riva dell’oceano e ti lasciano lì. Sola. Continua a leggere

Te lo ricordi il mio nome?

– Ciao, piacere io sono Federico.
– Michela, piacere!
– Lui è Nano, mica hai paura dei cani?! Se vuoi lo lego.
– Tranquillo, lascialo in giro. Mi piacciono i cani, lui è carino.
– È un po’ stronzo. Abbaia, ma non morde.

Federico sorride tutte le volte che ci incontriamo.
Mi offre da bere e sorride. Continua a leggere..

Io sono sano, libero e umano con il rosso attendo. Con il verde cammino.

EUR: Esposizione Universale di Roma.
Un quartiere nato nel periodo fascista. Un progetto mai completato.
L’Eur è diverso dal resto della città, dove “diverso” non ha necessariamente una connotazione negativa. Continua a leggere..

Wind Of Change

La prima volta che ho fatto un viaggio con BlaBlaCar è stato per andare a Milano, qualche anno fa.

L’idea era quella di raggiungere una destinazione, ma in realtà volevo solo fare un viaggio.
Avevo voglia di stare con gente diversa, e me la sono andata a cercare così. Continua a leggere..

Beata solitudo, sola beatitud

Il momento in cui torno a casa la sera e accendo Spotify, prima ancora di essermi tolta la giacca.
Quando mi sveglio e nell’altra metà del letto c’è il libro che sto leggendo e il mac tra le lenzuola.
Quando sul pavimento ci sono i vestiti della sera prima.
I ricordi sfocati di una notte.
Un sogno a metà.
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