In silenzio

Se fossi qui ti direi che ti ho pensato tutto il giorno.
Ti direi che sei stato con me tutte le volte che i francesi mi parlavano e io pensavo “A’ devi smette”.

Se fossi stato qui, ti avrei detto che questa giornata sarebbe andata bene. Per entrambi.
Ti avrei detto di non ridere e di respirare forte.
Avresti sorriso. Più con gli occhi che con la bocca.

Se fossi stato qui ti avrei abbracciato forte sperando di toglierti un po’ di questa pesantezza di dosso. Del nervosismo. Ansia. Paura.
Non te l’avrei detto, non avresti mai ammesso nulla, tu non sei uno di quelli. Tu preferisci fingere e lasciarti leggere.

Allora vorrei scriverti e fingere anch’io.
Ma non lo so più fare, oggi vorrei soltanto stare con te. Guardarti e avvicinarmi per abbracciarti forte. Come fanno gli amici che non hanno bisogno di esprimersi.

In silenzio.

Sono con te.
Sei con me.
Ti voglio bene Massi.

Dovete restare in silenzio. Tutti quanti.

Dovete restare in silenzio. Tutti quanti.

Avete visto 300 – L’alba di un impero?
Ok, riassumo: il film narra l’eroiche gesta di Leonida, re degli spartani, che rifiuta di sottomettere la sua città al re persiano Serse, e guida un esercito composto da 300 dei migliori guerrieri di Sparta in difesa della sua terra e dei suoi ideali.

Ecco.

Avete presente la scena i cui Leonida gridando “questa è Sparta!” prende a calci il messaggero persiano e lo zittisce dopo che questo non aveva scelto con sufficiente accuratezza le sue parole?

Ecco.
Dai, venite qua. Il pozzo è pronto, aspetta solo voi!

E lo so che il mio livello di stress agli spartani gli fa na’ pippa, ma oggi per quanto mi riguarda l’universo deve morire male.

Se mi fossi candidata alle elezioni il mio motto sarebbe stato: Datemi una clava, e renderò questo mondo un posto migliore.
Onesto. Sincero. Sentito.
Condiviso, perchè infondo l’uomo con quella cazzo di teoria evoluzionistica di Darwin, si è fottuto da solo!

Riflessioni profonde vendesi

Riflessioni profonde vendesi

Le parole hanno un peso, quindi trattatemele bene.

Ciao, come stai?

Pronunciata con un’espressione ebete. Non significa nulla. E’ una frase fatta, di quelle che ripeti per sport. Da usare per ogni occasione, soprattutto quando non hai nient’altro da dire. Presuppone una risposta standard, che è sempre tutto bene, a te? Infondo a nessuno frega realmente un cazzo di come vanno le cose, altrimenti quel qualcuno sarebbe già al corrente di tutto e non avrebbe bisogno di chiederlo.

Liberamente. Libera mente. Mente libera.

E’ una delle mie preferite. Da comporre e scomporre come ti pare. Mi da un senso di leggerezza estremo. E’ come una poesia da ripetere quando non ti va di pensare e vorresti avere un palloncino ad elio al posto della testa.

Niente.

E’ l’uscita di sicurezza. Un porto sicuro dove rifugiarsi in qualsiasi occasione. Cos’hai? Niente. Che pensi? A niente. Che hai fatto? Niente. Credo che sia una delle più usate. Inflazionata. Bugiarda. Vuota. Insignificante. Irritante. Ha un sacco di sinonimi, ma nessuno suona altrettanto insopportabile. Preferisco un non mi va di parlare. E’ sicuramente più onesto.

Lovvare.

Fa cagare. Non si dice. No, no, no. Ci sono già troppe parole per esprimere i sentimenti che nessuno usa, perchè deformare quelle di altre lingue? Noi italiani siamo cattivi con l’inglese.

Cazzo.

Esprime bene qualsiasi tipo di concetto. Non mi va di fare un cazzo. Che cazzo mangi? Perchè cazzo non mi rispondono alle mail? Che cazzo dici?! E potrei continuare all’infinito. Non esistono sinonimi. E’ univoca e insostituibile. Nel bene e nel male. Da utilizzare con moderazione, ne detengo il copyright!

Quando mi laureerò con 10 anni di ritardo, dite a mia madre che ero impegnata a salvare le balene con Greenpeace, non fatele sapere che passavo il mio tempo a scrivere minchiate!

Oh, a quanto pare, quando non mi va di studiare seguo uno standard ben preciso di degenerazione.

Inizio a diventare prevedibile!