Trasteverite

Ho quella borsa sull’attaccapanni vicino la porta.

È piena di scontrini delle birre che abbiamo bevuto insieme, le mascherine comprate mille volte e dimenticate, gli accendini che mi regalavi perché li perdevo sempre, mentre in realtà, erano tutti lì.

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Poco prima che cambiasse tutto

La prima volta che sono partita da sola, ho preso un aereo per il Portogallo.

Era settembre.

La sera prima della partenza ero a Santa Maria con Antonio, seduta sulle scale della fontana. Parlavamo piano, e poco.

Mi hai telefonato per chiedermi se potessi raggiungermi, e quando sei arrivato siamo rimasti soli in una piazza gremita.

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Te lo ricordi il mio nome?

– Ciao, piacere io sono Federico.
– Michela, piacere!
– Lui è Nano, mica hai paura dei cani?! Se vuoi lo lego.
– Tranquillo, lascialo in giro. Mi piacciono i cani, lui è carino.
– È un po’ stronzo. Abbaia, ma non morde.

Federico sorride tutte le volte che ci incontriamo.
Mi offre da bere e sorride. Continua a leggere..