Io ero il caos che mi circondava

Ieri sera ho staccato da lavoro alle 2, sono arrivata a casa e mi sono fiondata nel tunnel dello streaming estremo. Tre puntate di Dexter.
Tre.
Ognuna da 50 minuti, come se non ci fosse un domani.
Invece, puttana Eva se il domani c’era!

Mi ha svegliata la badrona di casa. Alle 9 e mezza.

Da oggi ci sarà una new entry a casa.
Con questo siamo a quota due ragazzi e un cane.
Se un giorno dovessi dimenticarmi di comprare gli assorbenti sarei spacciata!

Ma la questione più astrusa sarà identificare i miei coinquilini che hanno lo stesso nome.
Le proposte sono:

* Franceschi
* Frank & Francy
* Francesco 1-2
* Fra (generico)
* Francesco tu e Francesco l’altro
* Il vecchio e il nuovo
* Ao!
* Uomini!
* Ehi voi due!

Chiedo l’aiuto del pubblico.
Apriamo il televoto.

Anni di lotte femministe per la parità dei diritti e io rivendico i miei piazzando un secchio per la spazzatura in bagno, per le salviettine struccanti.

“Il mio coinquilino Evan mi racconta di un suo coinquilino che aveva comprato tutta una serie di quelle lettere magnetiche da attaccare sul frigo per lasciare messaggi a quelli che abitavano con lui. Roba come “Ehi ragazzi. Cerchiamo di mantenere pulito”.  Ma gli altri li ricomponevano scrivendo cose tipo “Dite di no ai coinquilini rompicazzo”.

[E morì con un felafel in mano, J. Birmingham]

E morì con un felafel in mano - He Died with a Felafel in His Hand

Metrature d’esistenza

“.. forse non si fa altro che portare a spasso le proprie vite, da un appartamento ad un altro, nell’effimera illusione di essere davvero in movimento, con le proprie scatole di ricordi. Pensi alle stanze che hai occupato nella tua vita, e a chi ci starà adesso. Pensi che forse non si è altro che inquilini che si danno il cambio, nella vita, senza incontrarsi mai. In una domenica così può capitare che ti metti a pensare cos’è rimasto di te, in giro.

[…]

Sei diventato malinconico guardando quell’appartamento privarsi di te. Pensavi: ok, il gas l’ho spento; e ti sei chiuso la porta dietro le spalle, nella convinzione di aver lasciato qualcosa di te in quegli angoli vuoti, in quelle sagome di poster scollati, nel segno giallo dello scotch”.

[M. Floria]