ERI

Si dice che i gatti abbiano nove vite, ma io ho perso il conto delle mie.

È strano guardarsi indietro. Ho un abisso infinito nello stomaco, forse è lì che sono finite tutte le emozioni che non sento più.

Ho dormito in una stanza bianca per pochi giorni.

Tutte le mattine all’alba, prima di addormentarmi fissavo le lettere sulla libreria di fronte al letto. Tre lettere con cui ho composto l’unica parola possibile: ERI.

Sorridevo ogni volta prima di addormentarmi. È strano come un posto possa conoscerti più di mille persone. Possa capire, e parlarti, nel modo giusto.

Se fossi qui, ti inviterei a salire.

Sono 5 piani a piedi, senza ascensore.

Ti direi di uscire in terrazzo. Prendi l’amaca se vuoi, al massimo dovrai spostarti per farmi spazio.

La vuoi una birra? La stappo io, fammi solo sentire il rumore dei tappi che saltano dalle bottiglie.

Rimarrei a fissare il cielo aperto, in silenzio.

Si va tutto bene, tu parla, non preoccuparti, io ti raggiungo appena ci riesco.

All I know about me.

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