EUR: Esposizione Universale di Roma.
Un quartiere nato nel periodo fascista. Un progetto mai completato.
L’Eur è diverso dal resto della città, dove “diverso” non ha necessariamente una connotazione negativa.

L’Eur lo riconosci. I vialoni, i palazzoni, gli ufficioni.
L’Eur è grandezza.
Sta là con le sue strade che fanno invidia al Raccordo e le sue strutture bianche, messe su piedistalli artificiali.
L’Eur è il classico soggetto che vuole farsi notare e mettersi in mostra senza dire niente. Stando là immobile con il suo ego sproporzionato aspetta che tutti cadano ai suoi piedi, senza dare niente in cambio.
Non un’emozione, non un coinvolgimento.

Io non amo l’Eur. Ma questo è un problema mio.
Non mi piacciono le sue strutture squadrate e prevedibili. L’assenza di rughe sui palazzi che sembra che di storico abbiano solo il progetto.
Non è una zona vissuta della città. Non lo è mai stata e non lo è oggi.
È un covo di palazzi istituzionali e uffici.
L’Eur è freddo come il marmo delle sue strutture.
È distaccato come gli snob che incontri alle migliori feste. Quelli che quando ci passi a fianco ti guardano dalla testa ai piedi senza dire niente, perchè si sentono meglio degli altri, perchè hanno il vestito migliore, ma poi di fatto dentro sono vuoti.
Vuoti come i palazzoni dell’Eur.

Che poi io sono un’accanita sostenitrice della libertà di cambiare idea.

Ci provo e a volte ci riesco.
Come quando mi costringo a mangiare il melone, che a me il melone non piace, ma magari se insito cambio idea.
Allora ieri ci sono andata al Photo Night Tour. Una passeggiata fotografica notturna tra le vie di questo quartiere.
Ho dedicato una notte a placare la mia ostilità. Io che non ho la macchina fotografica, ma in compenso ho un telefono che funziona solo quando lo decide lui.
Non ho fatto foto, ho osservato.

Photo night tour Eur

Erano tutti coinvolti e impegnati a cercare la prospettiva migliore. Il punto di vista giusto.
I tempi di esposizione adeguati.
Io mi avvicinavo e guardavo nell’obiettivo, ma niente.
Nessun brivido, nessuna emozione.

Allora basta. Ho lasciato perdere.
Come con il melone. Perchè non mi posso mica martirizzare nell’attesa che qualcosa succeda.
Nell’attesa infinita che qualcosa di piacevole accada, anche se palesemente no.
Non accadrà.
È inutile cercare un sentimento che non esiste.
E forse mi sono anche un po’ pentita di non essere stata altrove.

Così basta, seguivo gli altri del tour e nell’attesa che finisse ammiravo il panorama.
Quello nascosto dagli obiettivi. Dietro gli scatti, le storie, le cose.
Quello più accessibile e meno presuntuoso.
Quello che sta là e non chiede.
Aspetta.

Così mi sono persa nei miei pensieri, e cantando mi sono ricordata di avere un libro in borsa.

(Fanculopensiero). Perfetto per l’occasione.

Fanculopensiero Maksim Cristan

Allora ho fatto quella cosa che, bambini non fatelo mai.
Isolamento.

Perchè si.
Maksim racconta la sua storia, la storia di chi la città la vive davvero.
Nelle strade e nei posti che chiunque può riconoscere.
La storia di chi azzarda, rischia e poi raggiunge il suo obiettivo. Quelle storie che mi piacciono tanto e di cui mi piace circondarmi.

Allora mi sono persa nei miei pensieri mentre Giove e Venere si coccolavano in un angolo e la luna piena mi sorrideva da lontano.

Bacio Giove Venere

Mentre gli autobus attraversavano le strade con i loro sbuffi, che li rendono un po’ umani e anche un po’ stanchi.

Ogni tanto, nei momenti di silenzio si sentiva i rumore di un obiettivo che si chiudeva.
Ogni tanto qualche sorriso soddisfatto compariva all’improvviso.
E poi ancora la storia dell’Eur e la passeggiata diretta alla tappa successiva del tour.

E poi c’ero io e le storie che mi porto in giro. In silenzio, perchè le cose belle non hanno bisogno di essere messe in mostra. Sono e basta.
E se sai guardare, le trovi anche tu.

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6 pensieri su “Io sono sano, libero e umano con il rosso attendo. Con il verde cammino.

    1. Io ne ho sentiti tanti l’altra sera. Innamorati della grandezza e perfezione delle strutture.
      Però vabbè, il mondo è bello perchè è vario, e va benissimo così.
      Si tenessero l’Eur e il melone. Io vado ad ammirare Trastevere con una fettona d’anguria tra le mani! 😉

      Mi piace

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