I colori del tramonto dietro i vetri del balcone.
La stanza buia con solo la luce della scrivania accesa.
Le gambe incrociate sotto un piumone ricoperto di disordine.
De Andrè che si innamora di tutto.

Un momento perfetto nella mia confusione.

Un momento tranquillo.
Con una voce che mi parla piano e recita poesie.

I rumori che sfumano in secondo piano.
Portandosi via i discorsi superficiali.
Banali.
Ridondanti.

Pochi pensieri per cercare di razionalizzare.
Focalizzare.
Cose che non mi sono mai venute particolarmente bene.

I ricordi sfocati di quel sogno ricorrente che sembra finalmente aver avuto una conclusione.
Che non riesco a ricordare.
Quel senso di incompiutezza che continua a emergere e strillare.
Insoddisfazione.
Irrequietezza.

Le mie virgole. Frasi. Pensieri. Qui e ora.
Senza che nessuno possa toccarli.
Senza che nessuno possa parlarci sopra.
Anche se non hanno senso.
Se non hanno una logica.

Io che a volte stento a capirmi da sola.
Le mie paure.
Le insicurezze.

Le giornate che passano.
I momenti che sfuggono e non sarebbero dovuti essere così.
Io che non riesco ad immaginare come li avrei voluti.

I bassi delle casse che soffocano la confusione.
Che soffocano i pensieri.
Che mi fanno vibrare dentro.

L’insoddisfazione.

Il Gianicolo. Il vento. I tetti.
Il faro. Il sole. La musica.
La pace.

La prevedibilità.

Io.
Sempre uguale a me stessa.
Alla ricerca di una tregua che non riesco a concedermi.

Le passeggiate infinite, senza una meta.
La voglia di andare lontano.
Perdermi e lasciare a qualcuno il compito di ritrovarmi.

Il rumore della pioggia.
Il sorriso dei passanti.
Le parole non dette e quelle male interpretate.
Le parole dette male.

Il mio nome in mille accenti diversi.
Lettere in abbondanza.
Lettere mancanti.
Tu, che scegli quelle giuste.

Tormento.
Irrequietezza.
Insoddisfazione.
Incompletezza.
Io.

Pensieri che mi vengono male.
Parole che mi vengono anche peggio.
Incomprensioni.

“Ci sono troppe cose che mi piacciono e mi confondo e mi perdo a correre da una stella cadente all’altra, fino allo sfinimento.
Questa è la notte, ecco cosa ti fa.
Non avevo niente da offrire a nessuno, tranne la mia confusione”.

[J. Kerouac, On the road]

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