Questa è una storia senza lieto fine perchè è una storia appena iniziata.
La storia di chi sceglie di crederci, di provarci, di continuare a sognare.
Questa è una storia che va contro una realtà che ci vuole razionali ad ogni costo.

Contro chi ci vuol vedere sposare la prima occasione buona, qualunque essa sia.
Contro chi ci vuol vedere sistemati.
Questa è la storia di chi ha il coraggio di scegliere.
Ha il coraggio di mollare.
Questa è la storia di chi è come me.

Sono figlia di una razionalità emotiva.
Figlia di quella razionalità che continua a ripetere sempre e solo una domanda:
Tutto questo è abbastanza?
Quell’emotività che lacera dentro, fa trepidare, urlare e piangere.
Sono figlia di un connubio che mi spinge costantemente verso un rinnovamento.

Tutto è iniziato quando all’università ho frequentato il corso di Stefano Epifani e Alessio Jacona.
Non l’ho mai detto a voce alta, ma loro mi hanno fatto innamorare.
Loro mi ha fatto vedere qualcosa di fantastico, parlandone con una tale enfasi da coinvolgermi completamente.
Loro mi hanno ispirata.

Quando il corso è finito pensavo che quell’entusiasmo l’avessero portato via insieme all’idea di poter cambiare le cose.

Ho passato un sacco di tempo a pensare e a convincermi che le persone che realizzano i propri sogni sono quelle che vengono aiutate a farlo.

Quelle che ne hanno la possibilità.

Ho cercato lavoro. Un lavoro che mi permettesse di sopravvivere, di pagare l’affitto. Qualcosa di semplice.
Le cose semplici sono sempre a portata di mano.

Ho eccelso in quello che facevo e poi ho mollato.
Sono scappata via.
Mi sono svincolata dal contratto a tempo indeterminato, perchè non è vero che siamo fortunati ad avere un lavoro.
Siamo fortunati solo se quel lavoro ci piace davvero.

Siamo fortunati se siamo innamorati di quello che facciamo, ogni giorno.

Sono scappata da quella sicurezza, da quella tranquillità senza tornare mai indietro.
Non c’è mai stato un solo momento in cui io, mi sia pentita della mia scelta.

Ho avuto altri lavori, superficiali, banali, poco impegnativi.
Lavori per cui non avrei voluto neanche il contratto, ma solo la possibilità di rimanere lì in piedi, con una mano poggiata sulla maniglia dell’uscita di sicurezza.
Perchè io non la voglio quella stabilità.
Io non voglio adagiarmi sull’idea che per ora va bene così, poi vediamo, perchè si sa, con il passare del tempo diventa sempre più difficile riuscire a guardare oltre.

Allora sto andando via.
Sto mollando ancora.

Sembra banale?

Voi avete mai pensato di mollare?
Mollare la famiglia, i fidanzati, le amicizie, il lavoro, la casa, la città.
Quella zona di confort dove tutto è tranquillo, sicuro, prevedibile.
Dove se caschi hai il paracadute e qualcuno pronto a tenerti per mano mentre ti rialzi.

L’avete mai fatto?

Potrei parlare per ore della mia paura.
Paura del cambiamento.
Paura di non farcela, di non essere all’altezza, di non essere abbastanza.
Della paura di peggiorare le cose e di fare male.

Ma potrei parlare ancora di più di come queste paure siano il motore delle mie scelte.
Di come mi spingano a migliorare, ad imparare, a crescere.
Di come le mie paure mi abbiano insegnato a non accontentarmi della mediocrità.

Allora ho fatto una scelta.
Ho scelto di credere che se desidero fortemente qualcosa e mi impegno per ottenerla ce la posso fare.
Ho scelto di credere che i sogni non siano inutili, e che valga la pena tentare con tutta me stessa.
Ho scelto di voler essere una che si sveglia la mattina e sorride, pensando di avere del tempo per poter compiere qualcosa di straordinario,  non sperando che quella giornata passi in fretta.
Perchè lo sono stata.
Sono stata una che andava a lavoro tutti i giorni, per tutto il giorno, sperando che il tempo passasse in fretta.
Sperando di poter tornare presto a casa, a fare quello che mi andava davvero di fare.

Allora sono venuta qui, per raccontare le mia storia senza un lieto fine.
La storia di una che scappa, che molla.

Vorrei parlare a chi ragiona ancora per step, a chi crede che la vita sia una linea retta da seguire e che il buon andamento porterà a buoni risultati.
Vorrei sorridere, guardandovi negli occhi.

Sono una che vorrebbe parlare agli studenti. A quelli perfetti, che fanno i compiti e non perdono mai una lezione. A quelli che lavorano per avere il 30 e lode.

Vorrei aprire la loro mente.
Mostrargli il quadro generale.

Vorrei spiegare che non ha senso studiare per rimediare un pezzo di carta, se ci si sveglia la mattina rassegnati all’idea che avere un sogno sia inutile. Se si è disposti ad accettare il primo lavoro retribuito che ci viene proposto.
Qualsiasi esso sia.

Vorrei parlare a quelli che pensano che con un pezzo di carta in mano le cose possano cambiare. Vorrei fargli capire che le cose saranno fantastiche solo se si è in grado di renderle fantastiche.

Vorrei spiegare il mio fuori corso, le mie esperienze, vorrei parlare di come e quanto mi sono sporcata mani e piedi, per arrivare fin qui. Di quanto io sia contenta delle mie scelte. Perchè sono queste che nel bene e nel male, mi hanno portata dove sono oggi.

Ne ho avuto la conferma qualche settimana fa, quando il destino mi ha guidata esattamente dove sarei dovuta essere.
Ad AtLabora a riascoltare una lezione di Alessio Jacona.
È stato quel giorno che ho sentito di nuovo qualcosa dentro, qualcosa che non sono riuscita a trattenere. Ho pianto sull’autobus per aver abbandonato in anticipo la lezione, per andare a lavorare in un posto, in cui non ho mai avuto voglia di stare.

Mollare non è perdere.
Mollare è aprire un milione di porte, è crearsi un milione di possibilità.
Mollare è scegliere di rinnovare la propria vita.

Assumersi la responsabilità di un cambiamento, va di pari passo con il decidere chi si vuole essere.

Io non so cosa voglio fare da grande o cosa voglio fare domani.
Io so cosa voglio fare oggi.

Oggi so che mi sveglio con il sorriso il martedì e il venerdì, per andare a Together.
So che non c’è nessun altro posto in cui riesco a stare così bene.
So che lì sono me stessa.

È quello che voglio oggi, ed è quello che ho scelto tutte le settimane negli ultimi mesi.
Ho scelto di passare il mio tempo libero con quelle persone fantastiche che gravitano intorno al progetto.
Ho scelto per passione, senza pianificare un domani.
Per istinto, con la pancia.

Da quando ho ricominciato a frequentare Together vorrei avere un freno a mano da tirare per far bloccare le lancette dell’orologio.
Vorrei lo slow motion quotidiano.

Così ho capito che sono innamorata, coinvolta e partecipe.
Sono innamorata di un’idea, di una realtà a cui so di non voler rinunciare.

So che Together è la mia ispirazione. 
Mette in moto le mie giornate, cambia il mio umore, il mio modo di affrontare le cose.
Per me Together è quell’energia che non sapevo di avere e che non voglio più accantonare. È la possibilità di mettermi in gioco, davvero. È imparare dagli altri cose che non sapevo esistessero e di cui non posso più fare a meno.

Sono certa che Together non sia il mio punto di arrivo, ma l’ho scelto come mio punto di partenza.
Di ri-partenza.

Questa è la storia di chi sceglie di vivere con il sorriso.
Una storia senza lieto fine perchè è appena iniziata.
Questa è la storia di chi ha il coraggio di scegliere.
Ha il coraggio di mollare.
Questa è la storia di chi è come me.

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4 pensieri su “Mollare non è perdere. È ricominciare.

  1. Forse potrei dirti che la vita è fatta solo di compromessi, come hanno detto tante volte a me, ma la vita non è fatta solo di quelli! Ce ne sono, per forza, perchè il compromesso è la base di una convivenza pacifica, ma come diceva qualcuno tanto tempo fa, sono le scelte che ci rendono quello che siamo. Cosa vuol dire mollare? Mollare è quello che vedono gli altri, ma nessuno saprà mai completamente il perchè qualcuno “molla” qualcosa. Cambiare è crescere, scegliere è crescere, mollare per ricominciare, è un’ottima ripartenza!
    In bocca al lupo

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    1. Ho trovato un sacchissimo di compromessi per arrivare fin qua. Ne ho trovati in degli angoli del mio carattere che non sapevo neanche di avere.
      Poi però ho scelto che fosse ora di cambiare qualcosa. Resto convinta che fare dei sacrifici abbia senso se questi portano da qualche parte, non posso sacrificare il mio tempo, le mie energie, la mia pazienza per un lavoro che non voglio, a tempo indeterminato.
      Spero che il lupo crepi! 😉

      Grazie mille di essere passata Saretta, è sempre un piacere leggerti! 😀

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