Chiudi la porta quand’esci, please!

Stanotte ti ho sognato.
Suonavi alla porta della mia nuova casa e io ti facevo entrare.
Eri arrabbiato con me, come quella volta che mi hai dato della puttana presentandoti a casa mia all’improvviso, un’ora prima del mio esame di inglese.

Nel sogno mi dicevi che quella era casa tua e che io dovevo andarmene, che non volevi più vedermi.
Urlavi e io più di te.
Ad un certo punto ero esausta, come sempre, dopo le nostre discussioni.
Ti ho lasciato da solo in cucina e sono andata in camera mia.
Ero nervosa.
Arrabbiata con te.

Tu sei venuto a cercarmi in camera, in silenzio. Ti sei avvicinato per darmi un bacio ma io mi sono spostata.

Ti sei arrabbiato ancora, ma io ero tranquilla e con tranquillità ti ho detto che nella mia vita ora c’è un’altra persona, una persona che mi fa stare bene davvero.
Una persona a cui porto rispetto, come ho sempre rispettato inutilmente te.
Inutilmente perchè sei sempre stato convinto del contrario e dalle tue convinzioni è sempre stato impossibile distoglierti.

Dopo averti detto questa cosa ti ho lasciato solo nella mia stanza, con quel tuo sguardo perso e quel silenzio assordante che eri così bravo a creare e a mantenere.

Sono andata a farmi la doccia, e mentre l’acqua mi lavava i capelli pensavo alla mia vita lontano da te, e mi sentivo leggera.

citazioni lo stato sociale

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