Il lavoro non è un diritto

Mi hanno chiamata due settimane fa.

La selezione iniziava con un colloquio di gruppo ed un brainstorming.
Superate queste, un colloquio individuale.

Uno dei selezionatori mi ha detto che sono piaciuta. Hanno trovato brillanti le mie risposte e i miei ragionamenti, ma il punto di perplessità è stato leggere sul mio curriculum che sono una studentessa laureanda.

Il colloquio individuale è stato un’intervista basata esclusivamente sul mio percorso di studi. Motivazioni della scelta del corso di laurea triennale, percorso della magistrale, media dei voti, motivazioni della scelta della tesi.

Un’ora così, per poi arrivare a chiedermi qual è il mio sogno nel cassetto. La mia più grande ambizione. Il fine ultimo di tutto questo sbattimento all’università. A questo punto cosa dovrei dirti se non la verità, lavorare in un’agenzia di pubblicità.

Non sono stata richiamata.
Il colloquio era per un posto in un call center.

Ora io dico, sono a Roma da 7 anni, mi sono laureata alla triennale sudandomi la borsa di studio e lavorando anche tutte le estati. Mi sto laureando alla magistrale alternando lavori, stage, studio e salti mortali, cosa ti aspetti da me? Che ti dica che sono qui perchè la mia più grande ambizione nella vita è rispondere al telefono? No scusami, da quando avere dei sogni è diventato denigrante?

Voi che vi lamentate delle nuove generazioni senza ambizioni, sogni ed obiettivi siete gli stessi che contribuite a smorzare qualsiasi tipo di entusiasmo.
Io sono qui, sarò anche una delle tante e non avrò un futuro, ma per me l’università non è un hobby.
Io almeno ci voglio provare a raggiungere i miei obiettivi, a realizzare le mie aspirazioni.

Non voglio una famiglia e dei figli.
Non voglio un marito che mi paghi la ricostruzione unghie con i brillantini e le borse firmate.
Voglio la mia autonomia, il mio lavoro e i miei sogni.

Se pagare l’affitto per te non è una motivazione sufficiente per darmi il posto, tienitelo il tuo lavoro da 500 euro di merda.
Non siete nessuno per farmi sentire inadeguata e fuori luogo.
Voi, non siete nessuno per giudicare le mie ambizioni.

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18 pensieri su “Il lavoro non è un diritto

  1. Quanto ti capisco non ne hai idea!! Mi ero appena laureato alla triennale. Feci le selezioni per lavorare alla Sky, dove più di un amico/a lavorava già. Uno dei pochi call center “seri” in una giungla di call center che ti contattano a qualunque ora del giorno per proporti di cambiare divano o operatore telefonico.
    Una prima selezione effettuata dalla Praxi, con test attitudinali e brainstorming pure io. Passata.
    Una seconda selezione, sempre alla Praxi, con la simulazione di una telefonata. Passata pure quella.
    A sentire chi già ci lavorava e aveva fatto la stessa trafila prima di me, il più era fatto.
    Quindi figurati la delusione quando non passai la terza e ultima selezione direttamente in azienda. E non me lo toglie nessuno dalla testa che la bocciatura fu esclusivamente causata dal fatto che ero un laureato in ingegneria.
    In tutti questi anni mi hanno portato a odiare la mia laurea, ci credi? Mi doveva aprire tante porte e invece, sembra quasi che mi abbia creato solo problemi. Oltretutto, nel mio campo (o quello che era…), se non ti aggiorni sei fuori. E infatti sono fuori…
    Quindi ti capisco veramente tanto e spero che a te vada diversamente 🙂

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    1. Il tizio prima del colloquio personale mi ha chiaramente detto che la perplessità era dovuta alla mia laurea. Quello che mi fa incazzare come una iena è l’idea che io, in quest’ottica, in qualità di laureanda non dovrei neanche provare a trovare un lavoro decente. Dovrei accontentarmi..ma col cazzo!

      Ps scusa i toni, ma sono avvelenatissima!

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  2. Cavoli quanto ti capisco e quanto ti ammiro per quello che hai fatto e fai!
    Tra l’altro, nemmeno a farlo a posta, ho letto uno dei libri che ci sono qui al lato: Copywriter, quello con la copertina rossa 😀

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  3. “No scusami, da quando avere dei sogni è diventato denigrante?
    Voi che vi lamentate delle nuove generazioni senza ambizioni, sogni ed obiettivi siete gli stessi che contribuite a smorzare qualsiasi tipo di entusiasmo.”

    Precisamente. Mi fanno una rabbia… sembra che lo facciano apposta a schiacciarti, a toglierti tutto.

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    1. Ti guardano dall’alto con quell’aria da superiori. Ma superiori a chi? Sto diventando davvero intollerante. Sono stanca di questo pianeta, andiamo in giro a colonizzare universi più civilizzati!

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    1. Ma infondo lo ammetto, un pò choosy lo sono. Mi rifiuto di mandare curriculum per un sacco di fantastici lavori, tipo quelli a stretto contatto con i mocciosi spaccapalle, o i lavori da badante e colf. Ah, una volta ho letto che ricercavano un’addetta al banco pescheria al mercato e non ho risposto neanche a quello.
      Sono proprio una snob di merda! 😉

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  4. Grande, ma fidati non ti sei persa niente. I tipi che fanno le selezioni nei call center sono solamente dei grandissimi cretini! Si credono di essere chissà chi, ma non hanno capito niente. Ci sono passata, sono durata esattamente una settimana dopo di che ho mandato tutti a fare in culo. Posto di merda.
    TI ASPETTA DI MEGLIO

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    1. Beh certo, sarebbe stato un tristissimo lavoro di sussistenza.
      Spero che per te le cose siano migliorate con il tempo. Io continuo ad aspettare e ad essere fiduciosa che il meglio arriverà.
      Possibilmente in fretta, odio le attese! 😉

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