Ultimamente ho bisogno di distrazioni.
Per mettere in atto questa diabolica intuizione, mi sono data all’arredamento di interni. E per interni, intendo la mia stanzabucodiculo. Non c’è molto da arredare, perchè semplicemente non c’è neanche spazio per respirare, ma le sfide impossibili mi affascinano.

Il Controllore mi ha regalato un numero indefinito di metri di sughero. (Ovviamente indefinito solo ai miei occhi). L’ho inchiodato al muro, con la rinomata capacità di una donna con il martello in mano, in piedi su una sedia, con problemi di equilibrio. Ho piantato chiodi amminkia dove capitava. Ho pensato che nessuno li vedrà mai e che se reggono potrei essere la nuova testimonial delle campagne Leroy Merlin! La rivincita delle donne. Poi mi mancherebbe solo di guidare da dddio e olè sfatati i miti del maschilismo. (Sottolineerei il solo).

Quindi niente, ho piazzato il sughero e l’ho tappezzato di foto. Tante. Di tutti di più. Un pò di serate, un pò di compleanni, un pò di amici, un pò di famiglia, un pò di Controllore.

Ieri sono andata a mangiare minestrone frullato a cena dalle mie amiche storiche. Ci siamo aggiornate sulle nostre eccitanti vite. Abbiamo parlato anche delle foto, oltre che di problemi di calvizia!

Oggi ho insultato mia sorella la gnocchettosa. Su skype. Un’esperienza da provare, soprattutto se lei non accende la webcam e a me sembra di parlare tutto il tempo davanti allo specchio. La notizia principale è che sono riuscita finalmente ad attirare la sua attenzione. E’ bastato un messaggio privato su facebook al momento giusto, che con le parole giuste enunciava la mia volontà di staccarle la testa come se fosse una gallina e il mio ammOOre racchiuso in un ‘ti lovvo stronzissima latitante’. Ebbene si, le minacce portano ai risultati.

Ultimamente mi sento come se stessi lievitando. Tutta colpa della quantità disumana di chili che sto accumulando e del periodo mestruale cavalcante. Il Controllore dice di non notare il fatto che sto assumendo le sembianze di cactus basso e chiatto. E’ la cosa più bella che un maschio possa dire ad una femmina lanciata sulla strada dell’intacchinamento sfrenato! Sono consapevole che non lo dirà per sempre, quindi sto cercando di placare i miei attacchi di fame, dato che non so come fare per prendere a calci in culo il mio metabolismo morto.

E da qui torniamo alla prima riga.

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7 pensieri su “Il gioco dell’oca

    1. Si, il gioco dell’oca non è il massimo. Ma io a Monopoli non ci ho mai giocato, quindi mi è venuta così. Tra l’altro il post è nato da solo, mi sono accorta solo alla fine di quello che avevo fatto! 😉

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  1. mmmm sulla guida ci sono…sui chiodi…dipende dalla voglia 😀

    comunque con quel “ti lovvo” hai perso 100 punti nella mia personale classifica…lo so sto invecchiando…ma sta parola proprio non la sopporto 😦

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        1. Ecco adesso tutto torna!
          Però in fin dei conti hai ragione. Le parole non vanno distorte come faccio io di solito. E’ solo che a volte, dire (o scrivere) ti voglio bene è difficile. Per motivi inspiegabili razionalmente, allora si cercano variabili del tema. Sappi che comunque cercherò di smettere. Per i bene del lessico internazionale. 😉

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