Welcome 2012!

Welcome 2012!

Nel periodo delle feste natalizie, la signora di sotto ha chiamato il mio simpatico Badrone di casa, imprecandogli contro perchè aveva una macchia di umidità sul soffitto.
Il simpatico e allarmato Badrone, ha chiamato un simpatico idraulico che ha tolto le mattonelle del pavimento in bagno, ha controllato i tubi, non ha trovato perdite e ha imprecato contro il Badrone, la signora di sotto e quello sporco lavoro che qualcuno doveva pur fare.
L’altro giorno io sono tornata a casa di corsa perchè dovevo fare pipì, sono entrata in bagno e mentre chiudevo la porta ho spezzato la maniglia. Sono rimasta chiusa dentro venti minuti ad imprecare contro il Badrone, la vita, la casa e il mondo.
Qualche giorno fa, stavo uscendo dal bagno di corsa, ho mollato lo specchio sulla lavatrice. La lavatrice centrifugando ha lanciato lo specchio sul pavimento del bagno (senza mattonelle). La mia coinquilina rientrando ha iniziato ad imprecare contro di me, contro il Badrone che ancora non viene a sistemare il bagno e lo specchio. Rotto.
Oggi ho attraversato la strada senza controllare se arrivassero macchine a 300 all’ora. Fortunatamente non ne arrivavano.
In compenso, arrivava un autobus carico di gente, che ha frenato all’improvviso per scanzarmi. Penso che tutti mi stiano ancora imprecando contro.

A questo punto sperate con me che il meglio debba ancora venire, perchè se è la prima impressione quella che conta, il 2012 già mi sta sul cazzo!

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Partorirai con grande dolore. E ansia.

Partorirai con grande dolore. E ansia.

Gentile Professor Stefano E.,

sono stata una studentessa del suo corso di Tecnologie della comunicazione applicate all’impresa e sono qui a scriverle perchè ieri ho partorito finalmente il suo esame, e questo mi sembra un buon momento per raccontarle una storiaccia. Una di quelle situazioni imbarazzanti e ai limiti dell’incredibile, che quando le racconti in giro la gente ti dice “ma che davero?” con una sola v! Quindi, bando alle ciance, confesso le mie colpe qui, che è un posto confidenziale per pochi intimi.

Avevo prenotato il suo esame all’appello del 14 febbraio scorso. Fin qui tutto bene. Se non fosse che, prima di presentarmi al suo cospetto, mentre minchieggiavo allegramente on line, ho avuto la felice idea di accedere al mio blog e..ho trovato i suoi commenti. Ora, questo sarebbe potuto essere sconvolgente entro certi limiti, se lei non avesse letto e commentato questo!

Sono una cretina. Detto ciò, quando due ore dopo, ha chiamato il mio nome per interrogarmi, io l’ho fissata intensamente negli occhi, mentre Lei guardava tassativamente altrove. Ho valutato accuratamente le possibilità di successo e fallimento secondo il criterio mi umilierà, non mi umilierà, oddio e se mi dovesse umiliare? E da perfetta codarda sono fuggita verso mondi migliori. Ovvero fuori dall’aula a fumarmi la sigaretta.
Sono una cretina. (L’ho già detto?).

Vabbè, oggi ho partorito l’esame e questo è l’importante, no?

Comunque, ieri io e Lei ridendo e scherzando, abbiamo decretato che i blog, tecnologicamente parlando, hanno la possibilità di far iscrivere gli utenti ai feed RSS. Io pè nun sapè nè legge e nè scrive, le ho spiegato cosa sono, ma sinceramente parlando, non ho la più pallida idea di come funzionino. Inoltre, non rientrando nel mio livello base di conoscenza tecnologica, qui non c’erano..ok, non li avevo mai cercati. Vabbè comunque, ora ho appiccicato i link di iscrizione là nella colonna. Lascio al mondo l’arduo compito, o l’onore, di farli funzionare.

Se lo stà pensando, si lo so. Tutta quella solfa non l’abbiamo decretata noi due ieri. Avrei dovuto saperlo io, prima di sedermi su quella sedia a sproloquiare dondolando le gambe a penzoloni. Ma che ci posso fare, c’ho la cretinaggine nel sangue!

Nonostante tutto, ci tengo a dirle che è stato un piacere parlare con Lei.

Saluti, distinti,

MikelAlice

Ps nel caso non l’avesse capito, io sono quella che si è giocata male la domanda per il rialzo. La domanda sui feed RSS, che sono scritti con un linguaggio XML e non HTML. Lo scrivo per condividere e diffondere il sapere. Dato che questo blog pullula di notizie sensate!

La sessione d’esame, il ritorno

Mi svegliai di buon’ora questa mattina, quando il sole era già alto, gli uccelli cinguettavano per rompere i coglioni fuori dalla mia finestra e la gente sotto casa minacciava di accoltellarsi per un parcheggio. Insomma tutto mi sembrò regolare. Niente rapì in modo particolare la mia attenzione.

Con la stessa agilità di un armadillo gravido, o per meglio dire, armadilla, scesi dal mio bellissimo e altissimo letto soppalcato. E per la cronaca, era sempre buon’ora. Guardandomi bene dal salvaguardare la mia persona, ho elargito imprecazioni contro l’orologio, il tempo che va, le ore che passano, la sveglia e il mondo.

Ad un certo punto, nel bel mezzo di questa ridente giornata, quando il mio stomaco iniziò ad emettere gli stessi suoni di una troba bitonale, mi resi conto di non avere benchè nulla di cui cibarmi. Cosicchè mi accinsi ad andare a fare delle compere alimentari.

Acquistai: arance e clementine a volontà, per una questione di dipendenza, nulla di più. Gallette biologiche di farro, niente di meno. Formaggio spalmabile, tassativamente light. Spazzolino da denti, super innovativo. Spuma per i capelli. Il vero investimento della giornata.

Tornai a casa. Sistemai l’infinita mole di acquisti. Varcai affamata la soglia della cucina e mi resi conto di aver fatto veramente una spesa del cazzo! Mangiai minestrone. Che giaceva in casa, inerme ad aspettare di essere scongelato da mesi.

Siori e Siore, decretiamo ufficialmente aperta la sessione d’esame. Sto ricadendo nel solito periodo di stupidità acuta. Se avete pazienza che vi avanza e non sapete che farvene, beh, aiutatemi!

So and so

Ho sonno. La televisione non aiuta. Mi sento come se avessi sbattuto la testa contro il muro alla velocità della luce e non mi fossi più ripresa! Quel bimbetto cretino che al piano di sopra pare che stia cavalcando un bue, nonostante il casino che fa, non aiuta. Ho sonno. Mi sento lamentosa, ma non ho facoltà di parola perchè ho l’elettroencefalogramma piatto, e non ho nessuno con cui lamentarmi facendo versi strani e indecifrabili. Devo assolutamente riprendermi in qualche modo. In qualsiasi modo.

Allora, l’ho letto qui e qui. Non so come sia possibile, ma nella fase rem si riescono a fare tante cose, piuttosto che studiare. Provare per credere. Nel caso si trattasse di una mia capacità esclusiva, includetela pure nalla lista delle cose che so, fare.

Allora, iniziamo con i non so. Non so nuotare, e questo è imbarazzante perchè sono nata e cresciuta in un posto di mare, quindi non commentatelo, potrei odiarvi. Non so cucinare. Sono completamente e totalmente negata. A volte mi chiedo come abbia fatto a sopravvivere fino ad oggi. Non so parlare inglese, francese, spagnolo o tedesco, nonostante nel mio curriculum di studi avrei dovuto studiare tutte queste meravigliose lingue incomprensibili. Ma ho passato gli esami per miracolo o per pietà della corte. Non so dire bugie e trattenere una risata (o uno sbadiglio). Questo non sempre è un bene, ma non ditelo ai bambini. Non so ballare. Neanche i balli di gruppo. Neanche impegnandomi. Non so stirare. Niente. E con niente, intendo niente. Non so fare regali. Non so fingere che vada tutto bene se non va tutto bene. Non so scegliere il prosciutto crudo nel banco degli affettati, oggi ne ho preso uno a caso. Io non lo mangio, non credo che questo meriti di essere preso in considerazione, però vabbè, ammettiamo le colpe in segno di onestà, pace e amore. Non so smettere di mangiare dolci. I dolci devono finire per farmi smettere. Non esistono altri rimedi o soluzioni. Non so dire di no ai venditori ambulanti, quindi compro roba per poi buttarla o regalo spicci come se mi avanzassero.

Occhei. Tiriamoci su di morale. So galleggiare. Con eleganza e disinvoltura. So mangiare con la bocca chiusa, e scusate se è poco! So perdere l’equilibrio stando ferma in piedi e so perdermi guardando i colori del reparto ortofrutta del supermercato. So commuovermi davanti ad un film, mentre leggo un libro, mentre ascolto una canzone. So fissare il Controllore con uno sguardo da stalker assassina. So dare soprannomi e momignoli e sono in grado di dimenticarmi i nomi originali dei soprannominati. So perdere tempo senza sprecare neanche un minuto. So camminare su un tacco 10, anche se questo significa zoppicare. So cos’è un device e so che devo ricordarmelo. So scrivere cose bellissime che i destinatari non leggeranno mai, e so che è perfettamente inutile farlo. So memorizzare dettagli stupidi di ogni situazione, anche la più critica. So che di questo passo non darò l’esame, o almeno non con un minimo dignità. So chiedere scusa, chiedere il permesso per usare il bagno e so dire grazie per una tazza azzurra. Anche se non era prevista. So riconoscere i tuoi passi nel portone e il rumore delle tue chiavi. So che in questo potrei assomigliare al tuo cane. Se tu l’avessi.

Dopo quest’ultima sconvolgente considerazione, mi sono svegliata. Torno a studiare!