Sono tornata indietro. Dietro i vetri del portone. Tu non c’eri. Se ci fossi stato non avrei saputo cosa dirti. Probabilmente non ti avrei detto niente. Stupidamente niente. I saluti sono tristi.

Ieri sera ho pensato che avrei dovuto iniziare a credere nel destino. Ma poi tu hai detto che il destino deve andare a farsi fottere, e che le tue scelte determinano quello che vuoi davvero. Allora ho iniziato a pensare al mio smalto scrostato.

Stamattina ti ho lasciato l’ultimo biscotto. L’ultimo biscotto. Non te ne sei accorto, o forse non lo volevi e basta. Lasciarti l’ultimo dolce è una delle più grandi dimostrazioni che da me puoi aspettarti. Stupida, inutile, facilmente inosservabile.

Ieri ho decretato che avere la patente, infondo, ha una sua utilità. Se usata. Quindi ho deciso che voglio usarla. In qualche modo. In qualche luogo. In qualche posto.

Sono tornata indietro. Dietro i vetri del portone. Tu non c’eri. Ho salito le scale, lentamente. Piano. Per cercare di sciogliere quel nodo in gola che non mi fa parlare.

La città è un campo di battaglia deserto, pieno zeppo di mine emotive. Questa città. Quella città. Questa casa. Questa stanza. Ci ho pensato mentre andavamo a prendere la macchina. Mentre camminavamo in silenzio e distaccati.

Sto diventando una gallina patetica e stucchevole. Diabetica. Rammollita e stupida. Incapace di razionalizzare. Ancora perfettamente in grado di alzarmi e scappare. Senza voltarmi. Senza parlare.

Sono tornata indietro. Dietro i vetri del portone. Tu non c’eri. Ho salito le scale, lentamente. Piano. Per cercare di sciogliere quel nodo in gola che non mi fa parlare. Ho aperto la porta della mia stanza. Il tuo profumo è ovunque.

Sono crollata. Sotto uno splendido raggio di sole che illumina questa giornata. Questa giornata prevedibile in cui tutto è andato come doveva andare. Tutto secondo il copione. Questa giornata che avevo previsto. Queste reazioni che avevo previsto e ho provato inutilmente a controllare. Sono crollata.

“Sono sicura che mi verrà concesso un minuto per ripensare a tutte le volte che volevo urlare cosa sentivo, ma sono stata zitta per paura di non essere capita, e rimpiangerò gli obiettivi che ho abbandonato perché il timore di fallire mi ha impedito di perseguirli. Questa vita è una puttana e probabilmente mi spezzerà il cuore, ma cazzo, sono innamorata. Va così, rhum e pera, perché ci sono dei momenti che ti lasciano l’amaro in bocca, e altri talmente belli da farti dimenticare quel retrogusto sgradevole che ha la vita”.

[C. Bukowski]

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16 pensieri su “Questa vita è una puttana

  1. un giorno qualcuno ha detto “se questa vita è una puttana…tu lo devi essere di più!!!”

    il mio disappunto era evidente ” io non sarò mai stronza!!!”
    Poi sono passata al periodo “quanto vorrei essere un po’ stronza!!!”

    Ora, dopo 32 anni buttati nel cesso su questa terra, dopo legnate, delusioni, pseudo-depressioni, dopo aver capito di essere un alieno abbandonato sulla terra anche dai propri genitori, e con sempre presente la domanda “ma io che cazzo ci faccio qui” ho capito una cosa sola….

    Questa vita è una puttana, ma io, se voglio, lo sono molto di più!!!
    (ndr. non ci sono ancora riuscita ad essere stronza…ma almeno sono riuscita a schivare qualche inc…. ehm… delusione 😉 )

    in tutta questa riflessione…qualsiasi consiglio o pacca sulla spalla o sorrisino di circostanza non farebbe altro che far aumentare la tua pseudo-depressione …quindi….. ti mando un sorrisone da pirla 😀 quelli mi riescono decisamente meglio 😀

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    1. Riesco ad essere stronza nei momenti meno opportuni. Con le persone sbagliate. In questo caso sono stata semplicemnte stupida, o stupidamente me. Sto cercando di migliorare le tempistiche e le selezioni. Spero in un’evoluzione rapida. Spero vivamente.
      Alla fine, lui è tornato. Abbiamo sorriso insieme 🙂

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  2. Ahahahhahah è stato il senso di onnipotenza il movente allora!

    Comunque meglio scoprirsi tardi che mai!
    Anche se mi piace tantissimo non sono un gran frequentatore dei meandri di wordpress!

    Farò il giochino (e potrò anche dire di essere stato invitato a farlo!) 😉

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    1. Naaa non solo per l’onnipotenza. Anche perchè hai letto il mio post depressogeno e ti è piaciuto..e poi, ho stima per i volontari.
      Passerò a leggerti. Oltre che, ovviamente, a leggere il frutto del tuo compitino! 😉

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    1. L’abbiamo scritto entrambe. Per partorire una cosa del genere c’è bisogno di tutto l’aiuto possibile 😉
      Grazie del complimento, e a quanto leggo, ti ha dato lo spunto per tirare fuori il tuo lato più diabetico. Con grande sorpresa di tutti. Anche mia. Lo ribadirò nella tua sede! 🙂

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