Storie di ordinaria follia

Oggi è stata una giornata produttiva..se non ci soffermiamo sul fatto che, appena sveglia, ho impiegato un quarto d’ora per liberare la mia gamba dal lenzuolo malefico. Adulatore. Maniaco.

Ho fatto le pulizie di primavera. Ancora. A quanto pare la mia stanza è il Babbo Natale della polvere. Io la creo e la distribuisco in giro per il mondo, senza distinzione di età, sesso, razza, religione o metri quadri. Non essendo soddisfatta della disinfestazione in loco, ho esteso le mie manie di igiene in tutto il mio castello errante. Per quasi tre ore. Scrostare il calcare dal lavandino della cucina mi sembrava una questione di vita o di morte, non sono riuscita a controllarmi.

Dopo questa impresa epica, mi sono seduta a terra, con la schiena appoggiata all’armadio, sorseggiando il mio caffè, ho iniziato a leggere poesie di Bukowski, il che mi ha fatto partorire questo messaggio di buon compleanno:

“Infondo non importa quanti ne sono, se stai invecchiando o crescendo..quello che è importante è che tu stia vivendo fottutamente bene!”

Ho paura di me. Fortunatamente il diretto interessato l’ha presa con filosofia e ha risposto dicendomi che spera che anch’io stia vivendo fottutamente bene.

Intanto ho realizzato che avrei dovuto fare la spesa. In frigo colleziono vegetali di ogni forma e colore, ma mi nutro di patatine, marmellata e biscotti. Parentesi. Nei panni della domestica esaurita ho riflettuto molto sulla vita da single, in una stanza single, con delle amiche non tutte single e delle lenzuola molto affezionate. Sono arrivata alla conclusione che la mia condizione attuale è esattamente quello che stavo cercando. Nessuno che mi dica ciò che è giusto o sbagliato, migliore o peggiore. In nessun ambito. In nessun contesto. Se voglio ingrassare come una vacca l’unico che potrà avere qualcosa in contrario è il mio letto a soppalco. E mi sembra più che lecito.

“Ero attratto da tutte le cose sbagliate: mi piaceva bere, ero pigro, senza dio, senza idee politiche, senza ideali. [..] Tutto questo non faceva certo di me un personaggio interessante. Quello che volevo veramente era uno spazio facile, indefinito, dove vivere tranquillo. Volevo essere lasciato in pace. Non me ne fregava niente.”

[C. Bukowski]

Vado dal librone di psicologia, giusto per incasinarmi i pensieri un altro pochetto.

Per la cronaca, ho cambiato le lenzuola, l’eccessiva invadenza non mi è mai piaciuta.

Quotes Bukowski
Trova ciò che ami e lascia che ti uccida.
Charles Bukowski.
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4 pensieri su “Storie di ordinaria follia

  1. Il diretto interessato l’ha presa con filosofia perchè di filosofia sente parlare una sognatrice!!!
    E comunque il messaggio che ho ricevuto era “Infondo non importa quanti ne sono, se stai invecchiando o crescendo..quello che è importante è che tu STAI (non stia) vivendo fottutamente bene!”
    ——e da quello scambio STIA/STAI è scaturito il messaggio! Altrimenti avrei risposto diversamente!!!! Ogni tanto pure il tubbero torna ad essere presente sul forum!

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    1. InZomma mi stai dicendo che esiste ancora qualcuno che fa caso all’uso (o al non-uso) dei congiuntivi..mmmm…interessante…in ogni caso, grazie per la comprensione, mi rendo conto che senza spiegazione potesse sembrare un messaggio strabordante di enfasi! 😉

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  2. Sempre lo zio Buck…

    “Bah, l’età non è mica una colpa. Solo che tanta gente invecchia male.”
    — dal libro “Storie di ordinaria follia” di Charles Bukowski

    Le lenzuola sono molto invadenti….ma non puoi cambiarle tutti i giorni…ci devi fare pace in qualche modo 😀

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    1. Finalmente una citazione che conosco anch’io!! Ho letto quel libro 😉
      Il messaggio era farina del mio sacco, l’ha partorito il mio neurone, zoppo. Lo zio Buk ha lasciato il segno nell’enfasi del “fottutamente”!
      Si, hai ragione devo fare un corso di ordine e disciplina alle lenzuola, sennò non se ne esce più! 🙂

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