Incontri del terzo tipo!

Incontri del terzo tipo!

L’esame era: Relazioni istituzionali e gestione della responsabilità sociale d’impresa. Ribattezzato, per abbreviare, Relazioni e Responsabilità. Due parole che insieme, è inutile dirlo, cozzano!

Professor Claudio da una parte della cattedra:
– Rossiii!! Può venire Rossi!
– Salve, mi scusi, il mio cognome inizia con la D penso mi abbiate saltato. Sarebbe meglio che io riesca a fare quest’esame, prima di morire di attacchi d’ansia.
– Ahahahahahahahah! Si, eccola, l’avevo saltata. Si accomodi. Volontaria eh?
– Suicida penso sia più appropriato.
– Ahahhahahahaahahah!!
– Bene , allora..mi parli..
– Bla, bla, bla..(e altri bla che la direzione gentilmente vi risparmia!)
– Bene, si dia un voto!
– O.O
– Quello che lei mi dice io scrivo. Dica, dica!!
– No, ma..ma..io?? Nooo, per favore..
– Ahahahhahaha! Mi dica forza..
– Calcolando i miei livelli di auto-critica..28?
– Bene, lo scrivo, ma sappi che io le avrei dato un meritato 30! Deve credere di più in se stessa!
– Ma davvero! Ma davvero davvero? Ma..ma..ma l’ha scritto davvero?? (Eh ,che cazzo, l’ha scritto davvero!!)

Voci dal pubblico silenziosamente commentarono: “che stupida!”. Un grazie caloroso al supporto di pubblico. La prossima volta statevene a casa!!

Dall’altra parte della cattedra, si udì la voce del Professor Stefano:
– Prego signorina, se ha finito può passare da me.
– Si, ho finito..
– Allora, mi parli..
– Bla, bla, bla..(vedi sopra).
– Bene. Complimenti, si vede che ha studiato. 29!
– Non può farmi un’altra domanda?
– Eh, no! Mi dispiace!
– (Cosaa?? Mi dispiace?? Ma che risposta è?? Infame! Infame! Infame!!)

Dall’altra parte della cattedra, si udì la voce del Professor Claudio:
– Signorina, com’è andata con il collega?
– 29 (biascicando).
– Ahahahhaahahah!..penso che oggi avrà imparato la lezione, se la ricordi, deve avere più autostima!
– Certo, come potrei dimenticarla (Dalai Lama dei miei stivali!).

Il pubblico ridacchiò divertito. (Odioso pubblico. Ma chi vi ha invitati??)

– Arrivederci (sadici)!
– Buona giornata!
– Certo vado a casa ad autoflaggellarmi. Buonissima giornata direi!
– (Claudio e Stefano) ahahahhahahahahahaha!!

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La vera storia del mio primo amore

La vera storia del mio primo amore

Avevo quindici anni e la profonda convinzione di aver incontrato l’uomo della mia vita. Ovviamente, IO avevo incontrato lui ed ero diventata improvvisamente stupida, e LUI mi era passato a fianco, sfiorandomi con indifferenza.

A quindici anni, dove passava lui era pavimento sacro, come tutto quello che toccava.
Non ero innamorata, ero rincoglionita!
Uscivo con la speranza di vederlo e quando lo vedevo facevo finta di non averlo visto. (Che tattiche, eh? AltiLivelliMicaCazzi!!)

Fino a che, lui, per palesare il fatto che mi ignorasse davvero, si è messo con un’altra. Da qui partì il dramma. Una tragedia degna di Shakespeare. Un cataclisma, che le mie fidatissime amiche sedicenni, hanno dovuto sopportare, per giorni. Mesi. Anni.

Poi basta. Lui è sparito dai miei pensieri.

Fino a che non è ricomparso per chiedermi di uscire. Ovviamente, un giorno o l’altro, così per temporeggiare ancora un pò.

– Beh, che dire, lusingata del suo invito, ma guardi..è un pò in ritardo! Si..di più o         meno 9 anni.
– Eh, sai, ai tempi mi avevano detto che tu ti bombavi tutti, allora io ti evitavo!
Wow, che uomo di sani principi. Comunque, hai avuto la tua occasione. Ora sono fidanzata. E, se vogliamo essere puntigliosi..tu anche!
– E quindi?
O.o
– Allora?
Allora baby, te lo dico con il cuore, sei stato il mio “primo amore“, quell’amore platonico che si racconta in giro quando si parla di figure di merda, di delirio adolescenziale. Il non-dormo, non-mangio, non-parlo e non-respiro. Quell’amore che finanzia le compagnie telefoniche a forza di messaggini. Eri bello e splendido. E ti avrei donato un rene se ne avessi avuto bisogno, ma adesso non ho più quindici anni, lasciami i ricordi del mio Principe, che di Azzurro non aveva solo gli occhi. E poi, sono contenta che sia andata così..le corna non mi avrebbero donato!