Anche i fratellini crescono

Ho due sorelle.

Una di loro è PIU’ PICCOLA. Ora, parliamone. Più piccola, è un aggettivo comparativo di minoranza, quindi diciamo che la stiamo paragonando a me, alla mia età, ai miei 2 anni di grandezza in più. Lei, da sempre si trascina dietro questo attributo affiancato al suo nome, anche se generalmente, lei è Vivianona o polpetta di riso, che tutto evoca tranne qualcosa di piccolo.

L’altra di loro, è la sorella GRANDE. Ha la stessa corporatura di un nano da giardino. Solo gli amici e la famiglia sanno che lei è la primogenita, il resto del mondo si mortifica vedendola lavorare pensando che sia minorenne. Non mi pare debba aggiungere altro.

Ho un fratello. PICCOLO. Questo aggettivo lo accompagna amorevolmente dalla nascita, alternato a fantastici e altrettanto amorevoli (nonchè imbarazzanti) diminutivi del tipo: fratellino o nei momenti peggiori, Mariannino, MarianoPiccolo.

Lui è arrivato dopo. E’ arrivato quando la casa, il camper, e le amiche di Barbie avevano già invaso la cameretta da anni, lui è arrivato dopo anni di giochi di ruolo del tipo “mamma, figlia e schiava” (personaggio creato ad hoc per dare un ruolo alla “più piccola”). E’ arrivato quando noi, i cartoni della Disney, li sapevamo già a memoria!! Lui è quello PICCOLO!

Ora che ho superato il trauma di quella volta che al telefono non ti ho riconosciuto perchè avevi cambiato la voce, ora che so distinguere i rasoi della tua barba, da quelli che uso per depilarmi le gambe, ora che ho escogitato la tecnica migliore per parlare con te senza farmi venire il torcicollo per quanto sei alto..proprio ora..tu mi diventi maggiorenne! Ma chi ti ha dato il permesso di crescere? Quando è successo, e soprattutto io dov’ero? Tu sei quello piccolo, fai il PICCOLO, attieniti al tuo ruolo!!

Torna a giocare con i Lego, vai a piangere da mamma quando ti chiudiamo fuori dalla cameretta, fatti cambiare il pannolino da Maria, vai a dormire alle 20.30, non vederti Dowson’s Creek perchè sei troppo piccolo! Smettila di crescere!

Adesso rimediamo a questo errore. Ripeti insieme a me, fino a quando non ti senti completamente convinto. A costo di dimenticare il resto del vocabolario di italiano:

Io ho 14 anni, non prenderò la patente, continuerò ad amare follemente le donne di casa che saranno le uniche per cui avrò occhi e attenzioni. Io ho 14 anni, non prenderò la patente, continuerò ad amare follemente…

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Qui ogni pensiero vola!

Il Paese delle Meraviglie esiste, si trova vicino Viterbo e io ci sono stata!!

Mi rendo conto di non essere una fonte attendibile agli occhi di nessuno, infondo io sono quella che si lascia affascinare anche dalle zucchine rotonde, ma, credetemi, ho visto il Paese delle Meraviglie!

Il Parco dei Mostri di Bomarzo, ha solo il nome che può trarre in inganno. Io l’ho trovato fantastico. E’ una terra di mezzo, una linea di confine tra realtà e fantasia. Un limbo nel quale mi sarei potuta perdere, se non avessi avuto tre Ostiensi a controllarmi!

Lungo tutto il percorso del parco, ci sono delle enormi statue di personaggi fantastici e mostruosi. Nonostante siano delle creazioni datate conservano un’indubbia attrattiva. La spettacolarità sta nelle dimensioni di ogni scultura e nel fatto stesso che alcune di queste siano state danneggiate nel tempo, lasciando alla mia personalissima fantasia, la libera interpretazione dei soggetti, (nonostante la mappa del percorso sia articolata e descrittiva).

Dopo questo messaggio promozionale, passiamo alle cose serie. Mi sono innamorata, in ordine di apparizione, di:

– una tartaruga gigante;
– un elefante super-gigante;
– quel gran fusto di Nettuno;
– la bella addormentata nel bosco (un evergreen, non poteva mancare);
– quella che io (assecondata da due bambini) ho decretato fosse una foca;
– la bocca dell’orco, dove si creava l’eco della voce (oooooohhhh!!!).

Non mi è piaciuto un buco, che ho liberamente deciso che fosse (in ordine cronologico):

– un loculo per una tomba;
– una mangiatoia per i cavalli;
– un abbeveratoio per diversi animali, senza discriminazioni di sesso o razza;
– un buco scavato per consentire agli esploratori del parco, di espletare i propri bisogni fisiologici.

Non sono riuscita ad incontrare, nonostante l’abbia chiamato, invocato e richiesto per tutto il percorso..Gnomeo.

GNOMEO AND JULIET

A questo punto, a proposito cose non riuscite, mando un saluto speciale a tutti coloro che sono arrivati sul mio blog digitando sui motori di ricerca “odio l’impotenza”. Mi dispiace che in questa sede non abbiate trovato una soluzione al vostro problema, ma sappiate che vi sono vicina, con il pensiero.

Complimenti

Complimenti

Lui: Mi piace il tuo blog.
Lei: Grazie =)
Lui: E’ bello leggerti.
Lei: Grazie =))
Lui: Secondo me potresti diventare famosa..
Lei: ..addirittura.. =))))
Lui: Si..come quella famosa che scriveva..mmm..come si chiama..
Lei: Pulsatilla??
Lui: No, no Pulsatilla..quella..non mi ricordo il nome..
Lei: Federica Bosco??
Lui: No..quella..come si chiama..
Lei: Carolina Cutolo??
Lui: No..quella famosa che scriveva quel diario..
Lei: mmmmm…
Lui: Melissa P.!!
Lei: …(corse via piangendo..)