A Natale siamo tutti più buoni. Non si sa perchè.

A Natale siamo tutti più buoni. Non si sa perchè.

“C’è un vecchio proverbio che dice che non puoi scegliere la tua famiglia. E’ il destino che decide per te. E anche se non ti piace, non la ami o non la capisci, tu ti arrangi. Poi c’è la scuola di pensiero che dice che la famiglia in cui si nasce è semplicemente un punto di partenza. La famiglia ti nutre, ti veste, si prende cura di te finchè non sei pronto ad andare in giro per il mondo a cercare qualcosa di tuo.”

Mi piace iniziare con una citazione, penso che ci sia sempre qualcun altro che sappia dire quello che io penso in un modo migliore. Più elegante. Più appropriato. Più.

Io faccio parte della seconda scuola. Sono andata in giro per il mondo a cercare qualcosa di mio. Qualcosa l’ho trovato. Qualcuno mi ha trovata. Ci sono delle persone fantastiche nella mia vita, e oggi, travolta da un attacco di nostalgia soffocante, le voglio ringraziare tutte. Sarò estremamente stucchevole e diabetica, è colpa delle quantità di cioccolato che sto inglobando. E’ colpa del Natale! Stilerò qui di seguito una classifica dei miei psicologi in ordine di quantità di pazienza spesa per sopportarmi, rullo di tamburi, please…

dalla Spagna con furore, la prima classificata, è…Michela Dos!! Tu, mia ex biondona da paura stai sopportando il meglio di me, e di questo non posso che esserti grata. Tu, che hai appoggiato il mio corso di inglese e mi assecondi quando mi pongo i quesiti esistenziali riguardo alla vita di Reggie, perchè non avesse riconosciuto sua madre per telefono, e perchè suo padre George non fosse interessato alla sua nuova casa!! Tu, che non ti sei lasciata confondere quando sotto il tuo portone ho cercato di convincerti che tu non abitassi li! Tu, che mi passi la mia dose giornaliera di passato di patate e carote. Tu, che mi capisci al volo, comprendi le mie crisi, i miei ritardi, il last minute in qualsiasi cosa, perchè, Michela non è un nome, ma un insulto!

Oh, mia dolce Valeria!! Ti do un meritatissimo secondo posto, ma sappi che come te nessuno mai!! Tu, che assecondi i miei deliri telefonici, tu che sei il mio distributore automatico di ansia pre-esame!! Sei stata la compagna di stanza migliore del mondo!

Madama Butterfly, I love you! Fantastica la mia Florinda che con due parole distrugge i castelli di carta che mi costruisco nel cervello! Senza di te non farei mai ritorno dal Paese delle Meraviglie!! Sei la terza classificata solo perchè sei una donna in carriera e non mi psicanalizzi più come prima, ma in quanto a coccole non ti batte nessuno, anche se…quando parli di romanticismo ti lasci prendere la mano e potresti farmi rimanere calva!!

A questo punto mi pare giusto ringraziare anche il mio traslocatore, gallo, tecnico audio-video, nonchè schiaffeggiatore ufficiale! Grazie Giusy, per la pazienza e il tempo che ti sei lasciato rubare. Non sarai il mio amico del cuore, ma ti sei più che meritato un posto nella mia diabetica classifica!!

Poi c’è Daniele, il sostenitore di tutte le mie iniziative e idee sconnesse. Sei sceso in classifica, solo perchè ci aggiorniamo troppo raramente, ma so che ci sei! Osservatore silenzioso!!

Ma quanta bella gente! Ma quanto sono contenta! Ma quanto vi voglio bbbbbene!! Ma quanta cioccolata sto mangiando?

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Momento serietà. Ogni tanto è giusto concederselo

Caro Babbo Natale,

dato che qualcuno ha deciso che esisti, io ne approfitto. Sarò breve, e concisa. Per Natale, vorrei un uomo, dotato di cervello autonomo, sensibilità, carattere e di barba (l’uomo barbuto ci piace, ci piace). Per Natale e per tutto l’anno mi accontenterei di qualcuno tipo lui:

Nel caso in cui ne fossi a corto e i tuoi folletti non riescano a riprodursi abbastanza velocemente da farmi trovare il pacco sotto l’albero, potrei accontentarmi di:

  • un buono sconto, almeno per l’esame di economia aziendale,
  • una nuova eccitantissima convivenza,
  • delle extension da urlo per i capelli (già che ti trovi fammi pure rossa, che ci piace, ci piace),
  • togliere dalla testa della gente l’idea che io sia lesbica,
  • una caffettiera elettrica che mi prepari il caffè la mattina autonomamente, sostituendo (momentaneamente) l’uomo della mia vita (e dato che sei Santa Claus e mica uno qualunque, fammi progettare dai follettosi omini una caffettiera che mi auguri il buongiorno sorridendo).

Se poi avessi deciso di volermi conquistare, farmi perdere la testa per il Natale, potresti sempre trasformarti nel genio della lampada ed esaudire 3 di questi desideri. A libera scelta. Quando avrai fatto tutti i compiti, presentameli e, se sarò così clemente da darti un mio positivo giudizio, smetterò di insultare gli alberi di Natale, concentrando la mia avversione solo nei confronti delle oscene luci decorative sui balconi. Grazie per la collaborazione. E’ stato un piacere fare affari con te, a-risentirci.

MikelAlice

Con parole tue

Con parole tue

“…ma è possibile che ogni volta che parlo di un sogno o di un’ambizione, ci deve essere sempre qualcuno che mi guarda e sembra che dica: “diventa grande”. E per gli altri diventare grande vuol dire non credere più di essere una ballerina, un poeta, un musicista, un sognatore, un fiore. Non li sopporto. Una mattina sono uscito di casa, il cielo era azzurro e limpido, ho continuato a guardarlo mentre camminavo, stavo bene, respiravo a pieni polmoni, al terzo passo ho pestato una merda! Cosa devo fare? Rinunciare al cielo per paura delle merde? No, io no porcaputtana!..”

[Fabio Volo]

Io odio il Natale

Io odio il Natale

IO ODIO IL NATALE. Nessuno può farmi cambiare idea.
Il Natale è una festa triste! Tutte quelle lucette accese in ogni angolo della casa, la canzone della pubblicità del panettone che riecheggia come l’inno nazionale ai tempi dei mondiali, tutti quegli alberi stracolmi di pallette colorate che stonano l’una con l’altra!
Io non sopporto quelle spedizioni di cortesia a casa della gente, dove forzatamente ti metti a sedere davanti a questo michia di albero psichedelico che ti flescia lucette a tutti i migliori ritmi dell’estate, davanti a un’enorme fetta di panettone stracolmo di canditi e uvetta passa, mentre strani soggetti, dopo quattro anni che vivo a Roma, hanno ancora il coraggio di chiedermi com’è vivere nella Capitale!
Ma non vi sembra un argomento superato? Se dobbiamo fingere interesse reciproco, almeno facciamolo con stile!

E poi i regali. Che palle i regali!! Passi giornate intere ad impazzire per trovare quello giusto, a piangere abbracciata al tuo portafogli vuoto, senza renderti conto che in ogni caso avrai comprato la cosa sbagliata.
Il modello sbagliato.
La taglia sbagliata.
Il colore sbagliato!

Poi però, ci sono loro. La mia fantastica famigliola. Meno male che scendo a casa, così almeno possiamo incrociarci sulla soglia della porta di ingresso un paio di volte al giorno, ed essere consapevoli che, c’è un volto familiare dietro la voce amica che sento al telefono il resto dell’anno!

Il Natale è triste, ma per quanto ci provi non riesco a scapparne! Il simpatico portiere ha allestito un simpatico abete, simpaticamente alto quanto me, nell’atrio del simpatico portone! Sono triste, devo traslocare. Al più presto.

Io, Barbie e Ken

Ebbene si, io c’ero!! Invidiatemi pure, mi rendo conto che è difficile controllarsi in questi casi. Barbie e Ken dal vivo sono fantastici!

No, io non ero ne la patata, ne il maiale rosa. No, neanche l’orsetto morbidoso e coccoloso. Purtroppo nel video non si vede la mia persona, di nero vestita. In compenso vi posso confidare che c’è stata una fiesta. Una fiesta si-si-si!! Dove io sono stata l’elemento principale rubando il primato alle gambe di Barbie e alla camicia di Ken! Se non ci fossi stata il party sarebbe saltato, non vi fidate? Allora chiedete un pò in giro, chi ha portato le fantastiche posate di plastica? Alti livelli, mica cazzi!